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04 maggio 2009

Marchionne e la nobiltà


(Nella foto qui sopra: Sergio Marchionne, come sempre senza cravatta)

Confesso di essere rimasto molto impressionato dal raid di Marchionne in America e dei suoi prolungati viaggi andata e ritorno da Torino a Detroit su un piccolo aereo personale, che gli consentiva tuttavia di dormire. Dopo aver portato a termine incredibilmente l’operazione Crysler, egli da oggi, Lunedì 4 Maggio, si dedicherà al difficilissimo negoziato per l’acquisizione della Opel. Com’è noto, la Opel è la filiale tedesca, e credo attiva dal punto di vista finanziario, della fallimentare General Motors americana. Sembra i tedeschi siano molto maldisposti all’idea di cedere la Opel ad una industria italiana, paese dal quale i tedeschi importano cantanti e killer della ‘Ndrangheta ma al quale non sembra siano intenzionati a vendere automobili, e operai, germanici.
Il ribollente Marchionne è nato nel 1952 a Chieti (città che dista solo 113 km da L’Aquila) ed è palesemente partecipe della stessa intensità e dignità di reazioni tipiche degli abruzzesi che abbiamo imparato a conoscere, attraverso la televisione, in questo mese di terremoto. Adesso dovrà vedersela con le massime autorità federali tedesche, fra cui il Premier Angela Merkel, figlia di un pastore protestante cresciuta nella Germania Est e quindi doppiamente educata alla durezza di reazioni. E al suo fianco Marchionne troverà il giovane Ministro Federale Tedesco per l’Economia e la Tecnologia, in carica dal 9 Febbraio 2009.

(Nella foto qui sopra: Karl-Theodor von un zu Guttenberg, Ministro Federale Tedesco per le Finanze e la Tecnologia)


Ha un nome impressionante, Karl-Theodor Maria Nikolaus Johann Jacob Philipp Franz Joseph Sylvester Freiherr (cioè barone) von und zu Guttenberg. È nato a Monaco di Baviera il 5 Dicembre 1971, è stato Segretario Generale della C.S.U., cioè del partito democristiano della Baviera, e i suoi legami familiari hanno un che di romanzesco. È figlio di un direttore d’orchestra, Enoch von und zu Guttenberg, e di una nobildonna, Gräfin und Edle Herrin, cioè “contessa e nobile signora”, Christiane von und zu Eltz “Genannt” (cioè “detti”) Faust von Stronberg, imparentata con i principi del Liechtenstein e discendente da parte di madre dai conti di Merano, linea morganatica degli Asburgo-Lorena. È divertente notare che, divorziata da Enoch nel 1977, ha sposato niente di meno che Adolf von Ribbentrop, figlio di Johan von Ribbentrop, Ministro degli Esteri di Hitler. Dal canto suo, il nostro Karl-Theodor ha sposato Stephanie “Gräfin” (cioè “contessa”) von Bismarck-Schönhausen, pronipote di Otto von Bismarck-Schönhausen, notissimo Primo Ministro di Guglielmo di Prussia, poi Imperatore di Germania. Bismarck fu Cancelliere della Prussia dal 1862 al 1870 e da questa data Cancelliere dell’Impero fino al 1890. Rimase in carica pertanto 28 anni e fu soprannominato, com’è noto, il “Cancelliere di ferro”. Dal matrimonio con Stephanie sono nate due figlie. La parentela del Ministro è varia, sempre all’interno di famiglie nobiliari. Per fare un solo esempio egli è infatti cugino di Florian Henckel von Donnersmarck, (anch’egli di famiglia patrizia fuggita all’Ovest dall’Est) reso subitamente famoso per aver girato un film del 2006 “Le vite degli altri”, centrato sul terribile precedente della Germania Est, rappresentato dalla “Stasi”, nome abbreviato della polizia politica comunista, che si chiamava in realtà “Staatsicherheit”, ovvero “Sicurezza di Stato”. Il film fu premiato con l’Oscar per il Miglior Film in Lingua Straniera.
Mi auguro che in questo reticolato di nobili l’ottimo Marchionne, figlio di un sottufficiale dei Carabinieri emigrato in Canada, e quindi presumibilmente devoto alle autorità, non perda completamente la testa.
P.S.: Questi dati sono frutto delle mie incursioni in Internet, divenute ormai per intere generazioni la madre di tutte le enciclopedie.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

egregio professore, mi sembra di essere ritornato all'università, quando lei ci insegnava - sostanzialmente - la storia del cinema al corso di giornalismo (anni 94/96). ed è sempre un piacere, un grande piacere ascoltare (o leggere) le sue parole. qualunque sia l'argomento.
grazie.
maurizio mapelli

Claudio G. Fava ha detto...

Caro Mapelli,
la ringrazio dell'attenzione e del ricordo. Sono i commenti come il suo che mi incoraggiano a insistere con il Blog.
Il corso di giornalismo le è servito a qualcosa? So che molti si sono sistemati e mi auguro che sia anche il suo caso.
Molti cari saluti
Claudio G. FAVA